Eiaculazione precoce? Rimedi naturali e tecniche per combatterla

eiaculazione precoce copyQuello dell’eiaculazione precoce è un disturbo che coinvolge moltissimi uomini nel mondo, colpendo o avendo colpito ben un uomo su cinque. Le conseguenze più ovvie si riversano sugli uomini, che vivono il sesso con un costante senso d’inadeguatezza e ansia, e quindi in modo del tutto insoddisfacente. Ma, se la frustrazione è sicuramente alta per colui che ne soffre, anche la partner risente non poco del problema: la vita di coppia può diventare carica di nervosismo, alimentato dal senso di vergogna verso se stessi e la compagna.

Ricordiamo che l’eiaculazione precoce può dipendere da cause di diverso tipo, psicologiche o fisiche. Per chi ne soffre da sempre si parla di eiaculazione precoce primaria, mentre se il problema si verifica solo in alcune situazioni o periodi e non con tutte le partner si può definire come eiaculazione precoce situazionale.

Oggi sappiamo che l’eiaculazione precoce è un problema curabile con trattamenti farmacologici ad hoc, come Priligy, l’unico farmaco mirato per l’eiaculazione precoce. Nel caso però le cause siano di natura psicologica, o legate solo ad alcune situazioni particolari, il trattamento con i farmaci potrebbe non essere la scelta più indicata. In questo caso, oltre alla consulenza psicoterapeutica nei casi in cui ci siano motivazioni psicologiche alla base del problema, si possono provare alcuni rimedi naturali. Prima di elencarli, è bene tenere a mente che nessun rimedio “fai da te” può essere considerato un sostituto delle visite specialistiche con un andrologo o un urologo: in caso di problemi di eiaculazione precoce è sempre fondamentale rivolgersi a uno specialista prima possibile, con coraggio e senza vergogna, per comprenderne le cause e poter quindi intraprendere un trattamento mirato.

Comunque, appurato che il proprio disturbo non derivi da cause fisiche o anatomiche, alcuni rimedi naturali possono rivelarsi utili per alleviare l’ansia, una delle cause dell’eiaculazione precoce. Parliamo in particolare di rimedi alimentari che sembrerebbero favorire il rilassamento dei muscoli e della mente, un aiuto non da poco per chi ha scarse prestazioni sotto le lenzuola soprattutto in situazioni di stress. Fra questi rimedi ci sono i cibi a basso o nullo contenuto di grassi saturi, come il latte di mandorla, e i prodotti specifici per la concentrazione come il ginseng, alcune erbe officinali, note per le loro capacità sedative sull’ansia, come ad esempio la passiflora.

Oltre ai rimedi alimentari, possiamo anche parlare di alcune tecniche “meccaniche” per aumentare la durata dell’amplesso. Tra queste ci sono prima di tutto le posizioni per fare l’amore: si possono scegliere, infatti, quelle più dolci in termini di attrito su glande e asta del pene, quali quella a cucchiaio, sdraiati sul fianco. Tra le altre tecniche, sicuramente il coito interrotto e la strategia dello “stop and start”, ovvero fermarsi per qualche secondo quando si avverte di essere in prossimità dell’orgasmo per controllare l’eiaculazione e poi riprendere il rapporto. Anche la masturbazione è una risorsa per imparare a conoscere il proprio corpo, per capire quali aree siano troppo sensibili o per desensibilizzarle con la stimolazione nel tempo. Come già riportato in questo post, anche gli esercizi di Kegel, ovvero tecniche per rinforzare i muscoli pubococcigei, sono utili per avere un maggiore controllo su erezioni ed eiaculazione.

Tra i rimedi non del tutto naturali, ma comunque utili per ritardare l’eiaculazione e allungare la durata del rapporto sessuale ci sono anche condom ritardanti o creme lievemente anestetiche. Se niente di tutto ciò funziona, o se il proprio problema è di natura fisiologica, tuttavia, non resta che optare per un trattamento farmacologico ad hoc come Priligy, sempre sotto consiglio di un medico specialista e dietro prescrizione medica. È bene diffidare, invece, di farmaci sconosciuti o low cost, pubblicizzati spesso sul web e venduti senza bisogno di ricetta: si rischia di incappare in brutte sorprese, come farmaci contraffatti prodotti chissà dove, che possono mettere seriamente a repentaglio la propria salute!

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Disturbi più comuni che condizionano il sesso

disturbi sessuali comuni

Le disfunzioni sessuali e i problemi che possono avere degli effetti sulla sessualità maschile sono molto più diffusi di quanto si possa pensare. Infatti, sono milioni gli uomini in tutto il mondo che si trovano a dover far fronte a disturbi che pregiudicano la loro vita sessuale e spesso, di conseguenza, anche i loro rapporti di coppia.

Il fatto è che la maggior parte degli uomini non è a conoscenza del fatto che siano in tanti a condividere questi problemi sotto le lenzuola e ha la percezione di far parte di una piccola minoranza anomala. L’imbarazzo e la frustazione che derivano da questo sentirsi “sbagliati” o “in minoranza” portano ad una riluttanza da parte di chi soffre di disfunzioni sessuali ad intraprendere un trattamento. Infatti, dalle statistiche – che sono solo parziali – risulta che un buon 70% di coloro che hanno problemi non si rivolge a nessun medico o specialista. In molti casi non si cerca nessuna soluzione e si prova ad ignorare il problema, in altri invece si opta per rimedi fai da te (i quali, oltre che inefficaci, possono essere più o meno pericolosi).

La tendenza generale è comunque quella di chiudersi in se stessi e aggirare il problema anche con il partner. Questo ovviamente va a creare tensioni nella coppia e può essere alla base di un allontanameno o addirittura di una rottura.

Ecco i 5 problemi che condizionano il sesso e di cui gli uomini non vogliono parlare…

  1. Disfunzione erettile o impotenza: un disturbo molto diffuso che colpisce più di 3 milioni di italiani. Si tratta di quella condizione per cui l’uomo non riesce ad avere o a mantenere un’erezione sufficiente per poter avere un rapporto sessuale. E’ molto frequente in età più adulta, ma circa il 40% degli uomini che ne soffrono risulta essere nella fascia tra i 25 e i 45 anni di età. Le cause possono essere sia organiche che psicologiche, e in alcuni casi sono legate allo stile di vita e a problemi comportamentali. Tra i trattamenti più efficaci e utilizzati ci sono farmaci come Viagra, Cialis e Levitra.
  2. Eiaculazione precoce: è la disfunzione sessuale più comune e ne soffre circa il 33% della popolazione maschile. Consiste nell’incapacità o difficoltà di controllo da parte dell’uomo del riflesso eiaculatorio. Generalmente si ha questo problema quando l’eiaculazione avviene prima o entro i 2 minuti dalla penetrazione, o comunque in tempistiche troppo brevi da poter avere un rapporto sessuale soddisfacente. Le cause nella maggior parte dei casi sono psicologiche, ma in alcuni casi possono essere organiche. Per il trattamento di questa condizione esistono alcune creme o spray per uso topico e un solo farmaco per via orale, il Priligy, a base di dapoxetina.
  3. Induratio penis plastica: detta anche Morbo di La Peyronie. Questo problema ha un’incidenza abbastanza rara e di solito colpisce gli uomini al di sopra dei 40 anni, ma in alcuni casi si presenta anche prima. Si tratta di una condizione caratterizzata da una curvatura del pene dovuta ad una lesione fibrosa, la cosiddetta placca o nodulo, che può causare dolore al momento dell’erezione e rendere l’atto sessuale difficile o addirittura impossibile. La curvatura può essere sia verso l’alto che verso il basso o di lato. Le cause non sono ben note ancora, ma si ritiene che traumi, microtraumi e predisposizione genetica possano essere alla base di questa patologia. Esistono varie opzioni di trattamento a seconda della gravità del caso. Quando la curvature causa dolore e rende difficoltosi i rapporti solitamente si opta per l’intervento chirurgico. Oltre alla chirurgia si stanno esplorando terapie farmacologiche che includono farmaci per uso orale come anche iniezioni di collagenasi.
  4. Testosterone basso: il testosterone è il più importante degli ormoni maschili e aiuta a mantenere la libido, favorisce la produzione di sperma e lo sviluppo di muscoli e massa corporea. Con bassi livelli di testosterone si ha un calo della libido e sbalzi di umore repentini. Per riconoscere il problema bastano dei semplici esami del sangue. Una volta appurato che il livelli di testosterone sono bassi si discutono le possibilità di trattamento con il proprio medico. Una delle possibili opzioni è la terapia ormonale sostitutiva.
  5. Incontinenza urinaria da stress o da sforzo: un problema comune che porta a perdite involontarie di urina in seguito all’aumento della pressione intra-addominale. Questo problema se si presenta al momento del rapporto può portare imbarazzo e avere un forte impatto sulla vita sessuale. Le cause potrebbero essere Danni al pavimento pelvico o lesioni alle terminazioni nervose che controllano gli sfinteri dell’uretra. Questa condizione spesso è dovuta e presente in concomitanza con altre patologie e quindi può non essere riconosciuta con facilità. Comunque questo è un problem ache può essere trattato sia con i farmaci che con terapie comportamentali.

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Eiaculazione: precoce, ritardata o impossibile?

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L’eiaculazione è la risposta sessuale maschile.
E’ un processo complesso composto da tre fasi:
– emissione del liquido seminale
– eiaculazione
– chiusura del collo vescicale.
Questi avvenimenti richiedono una coordinazione tra sistema nervoso vegetativo e sistema nervoso somatico.
La capacità di eiettare lo sperma attraverso l’uretra è data dalla stimolazione del nervo pudendo, che determina la contrazione della muscolatura striata del perineo.
La variazione soggettiva dell’evento è condizionata dalla percezione che viene influenzata, oltre che da elementi neurosentitivi, da elementi psicologici inerenti la situazione e la relazione con il partner.
Si possono avere diversi disturbi dell’eiaculazione:

  1. Eiaculazione precoce
  2. Eiaculazione ritardata
  3. Eiaculazione impossibile o aneiaculazione

         Eiaculazione precoce

L’eiaculazione precoce è considerata come la più comune disfunzione sessuale maschile. Si può definire precoce quando avviene dopo una sollecitazione sessuale di bassa intensità o di breve durata. Dal punto di vista clinico è abbastanza difficile definirla con precisione ed in modo unanime; i criteri diagnostici sono cambiati negli anni e diversi tra i vari studiosi. Alcuni protocolli clinici definiscono l’eiaculazione come precoce se il tempo di contenimento in vagina è di un minuto, altri se inferiore a cinque minuti. Sicuramente possiamo dare un giudizio oggettivo di eiaculazione precoce, quando essa avviene “ante portam” ovvero prima della penetrazione, oppure immediatamente dopo la penetrazione. Possiamo avere, invece, un giudizio soggettivo quando il soggetto ritiene insoddisfacente il tempo intercorso tra l’inizio della stimolazione sessuale e l’eiaculazione con il conseguente scarso piacere orgasmico. In sintesi la precocità è una condizione per cui un uomo è incapace di esercitare un controllo volontario, così che nel momento di una intensa e soggettiva, forte eccitazione raggiunge rapidamente l’orgasmo. In relazione all’epoca dell’insorgenza possiamo distinguere l’ E.P. in:

– primaria, se presente fin dai primi rapporti (ad eziologia prevalentemente psicologica )
-secondaria, se si presenta, spesso progressivamente, dopo anni di sessualità soddisfacente (di natura organica o mista o in concomitanza di deficit erettivo )

Cause organiche di E.P. primaria:

  • spina bifida
  • assunzione di sostanze, come amfetamina e allucinogeni
  • anomalie del pene: brevità del frenulo, balaniti, incurvamenti notevoli del pene

Cause organiche di E.P. secondaria:

  • prostato-vesciculiti
  • interventi di chirurgia pelvica
  • traumi alla colonna vertebrale
  • difficoltà erettive

Cause psicologiche:

  • difficoltà ad avvertire la sensazione premonitrice dell’eiaculazione
  • abitudine alla masturbazione clandestina, frettolosa o a rapporti sessuali rapidi
  • ansia da prestazione
  • difficoltà per l’eccessiva emotività o inibizione nel rapporto con l’altro sesso
  • reazione a disfunzioni femminili come la dispareunia, vaginismo o altre difficoltà alla penetrazione
  • difficoltà relazionali della coppia

Sintomatologia:

  • Eiaculazione in breve tempo
  • Difficoltà dell’uomo di provare piacere del proprio orgasmo
  • Difficoltà dell’uomo di dare piacere alla partner

Conseguenze:

  • Frustrazione per entrambi i partner, con successiva difficoltà nella relazione
  • Ansia per la prestazione sessuale.
  • Depressione per il senso di inadeguatezza e per l’insoddisfazione sessuale
  • Evitamento o rifiuto di rapporti sessuali

Consigli generali:

  • Avere rapporti sessuali più frequenti favorisce un maggior controllo eiaculatorio
  • E’ bene che la coppia parli del problema con spirito costruttivo.
  • La partner eviti i rimproveri e incoraggi il compagno a recarsi dallo specialista e proponga di andare insieme per una terapia di coppia.
  • Non pensare che il problema si risolverà con il tempo, poichè è dimostrato dall’esperienza che la risoluzione non avviene da sola

Trattamenti:

Per accertarsi che non vi siano a cause organiche è bene sottoporsi ad una visita urologica.
Dopo questo accertamento, soprattutto se non vi sono problemi organici, la cura specifica è di tipo psicosessuologico.
La Dott.ssa Bado, dopo studi, ricerche ed esperienza professionale decennale, ha messo a punto con successo una metodologia specifica per la cura dell’eiaculazione precoce.
Il primo obiettivo è sviluppare nel soggetto la conoscenza del processo eiaculatorio, con il riconoscimento della sensazione del momento dell’inevitabilità eiaculatoria ed il suo controllo tramite una tecnica specifica.
Fin dai primi giorni si ha il controllo dell’eiaculazione, che andrà sempre più migliorando. Il percorso psicosessuologico per il controllo dell’eiaculazione precoce si attua in poche sedute, che possono essere sia individuali che di coppia.
Vengono impartite spiegazioni e prescrizioni di comportamento affinché il rapporto sessuale sia più soddisfacente per entrambi.
Anche durante un percorso di coppia sono previsti momenti individuali per approfondire tematiche personali e relazionali specifiche per i due partner.
Vengono curate anche le problematiche di tipo ansioso con il relativo trattamento che potrà utilizzare le terapie di rilassamento come il Training Autogeno o altre modalità altrettanto efficaci.

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  1.  Eiaculazione ritardata

L’eiaculazione è ritardata quando avviene solo dopo una stimolazione sessuale che deve essere molto intensa e perdurare per un tempo molto lungo, sia in fase di autoerotismo che nel rapporto sessuale interpersonale. Si considera ritardata quando il protagonista giudica soggettivamente che il tempo necessario per arrivare all’eiaculazione è eccessivamente lungo, tanto da creare disagio a lui e/o alla partner.

Si divide in :

– primaria (quando è presente fin dall’inzio della vita sessuale dell’individuo)
– secondaria (quando si manifesta dopo anni di una vita sessuale soddisfacente)
– assoluta (quando non si ha mai l’eiaculazione)
– situazionale ( quando non si ha eiaculazione nella maggioranza di rapporti)

Cause di tipo organico:

  • diabete
  • ipotiroidismo
  • tumori o traumi del midollo
  • sclerosi multipla
  • morbo di Parkinson
  • neuropatie

Cause di tipo psicologico:

  • Traumi psicosessuali del passato
  • Dogmi religiosi
  • Educazione familiare repressiva
  • Tabù e pregiudizi
  • Ansia da prestazione
  • Interferenza tra rapporto affettivo e funzione erotica
  • Difficoltà di comunicazione o di potere nella coppia
  • Paura del godimento sessuale proprio o della partner
  • Evitamento di una gravidanza e delle responsabilità
  • Paura dell’insuccesso e dell’abbandono

Consigli generali:

E’ opportuno chiedere un consulto di uno specialista quando il soggetto ritenga di non avere dei tempi di eiaculazione soddisfacenti.
Si potranno così comprendere le cause della disfunzione ed avere le cure necessarie.

Trattamenti:

Nella maggioranza dei casi, l’e. ritardata è d’origine psicologica e pertanto e necessario effettuare delle sedute ed un percorso psicoterapico di sessulogia.
Il sessuologo insegnerà tecniche di rilassamento e di addestramento alla percezione di sensazioni più intense. Il trattamento da buoni risultati, nel 75 per cento dei casi.

          Eiaculazione impossibile

E’ eiaculazione impossibile quando non avviene durante l’autoerotismo o il rapporto sessuale.

L’aneiaculazione è l’assenza di eiaculazione che può essere accompagnata o meno dall’orgasmo, pertanto si hanno le due forme “orgasmica” e “non orgasmica”. Si ha eiaculazione retrograda quando lo sperma non fuoriesce ma si immette nella vescica invece che all’esterno. Può dipendere da varie cause, fra cui, in ordine di frequenza:

  • Inibizione sessuale
  • Inibizione farmacologica (antidepressivi e neurolettici)
  • Malattie prostatiche
  • Disfunzioni del sistema nervoso autonomo

L’aneiaculazione, specialmente nella variante orgasmica, spesso non è distinguibile dalla eiaculazione retrograda. L’analisi delle urine, finalizzata alla ricerca di spermatozoi nell’urina, permette la diagnosi corretta.

Cause di tipo organico:

  • Malattie prostatiche o delle vescicole seminali
  • Interventi di prostatectomia
  • Infiammazioni o traumi post-chirurgici
  • Neuropatia diabetica
  • Insufficienza del sistema endocrino con deficit di testosterone
  • Ipotiroidismo
  • Tumori o traumi del midollo
  • Sclerosi multipla
  • Morbo di Parkinson
  • Terapie con farmaci antidepressivi

Cause di tipo psicologico:

  • Ansia da prestazione
  • Terrore della paternità
  • Timore inconscio dell’altro sesso
  • Autocontrollo eccessivo

Sintomatologia:

  • Assenza di eiaculazione nonostante la sensazione orgasmica
  • Assenza di eiaculazione e di orgasmo
  • Eiaculazione senza orgasmo
  • Insoddisfazione per lo sforzo psichico (spesso la partner lamenta il disagio) e fisico che tale disturbo comporta

Consigli generali:

E’ opportuno chiedere un consulto di uno specialista quando il soggetto ritenga di non avere dei tempi di eiaculazione soddisfacenti.
Si potranno così comprendere le cause della disfunzione e avere le cure necessarie.

Trattamenti:

Nella maggior parte dei casi l’e. impossibile ha cause di tipo psicologico.
Pertanto è necessario rivolgersi ad uno specialista in sessuologia ad attuare una terapia sessuale del singolo o della coppia.
L’obiettivo principale di questi incontri è quello di far prendere consapevolezza al paziente delle dinamiche sottese, con la disamina della sua storia personale soprattutto in ambito sessuale.

Il sessuologo impartisce prescrizioni di comportamenti e modalità di rapporto sessuale che il soggetto svolgerà con la sua partner.
Il terapeuta si può avvalere di tecniche di Rilassamento e di Visualizzazione Guidata per permettere al paziente di superare il blocco psicofisico e prendere contatto con le proprie istanze più profonde.
Attraverso il Training Autogeno il soggetto impara a rilassarsi, ad essere in armonia con se stesso per raggiungere l’obiettivo desiderato. La terapia è complessa ed articolata, adatta alla specifica problematica di ogni singolo paziente.

Dott. Andrea Militello, Urologo Andrologo

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I problemi sessuali più comuni

Il sesso è stato idealizzato così tanto in film e riviste che a volte, quando non fila tutto liscio, ci sentiamo un po’ soli e molto incompresi. Il sesso non è fatto solo di lingerie di pizzo, grandi performance e orgasmi multipli… disfunzione erettile, eiaculazione precoce e problemi sessuali, più o meno gravi, fanno parte dell’esperienza sessuale della maggior parte delle coppie. Di seguito, potete leggere una lista dei problemi sessuali più comuni e consigli su come superarli… uomini, sappiate che non siete soli!

Eccessiva stanchezza

Le coppie di tutto il mondo condividono un problema: ad allontanarle dai piaceri del sesso contribuisce la stanchezza. Crollare dal sonno appena ci si stende a letto succede, purtroppo, a molti. Ma la verità è diversa: una buona dose di sesso rilascia delle endorfine che aiutano a sentirsi rivitalizzati. Il dottor Roger Libby, terapista sessuale, spiega che il sesso libera le endorfine, le quali aumentano l’energia e la librido. Libby aggiunge: “Se qualcuno dice che è troppo stanco per fare sesso, non credetegli. È una scusa per non farlo”. Se pensate che la vostra vita sessuale sia stata colpita dalla stanchezza pensateci meglio e cambiate rotta: non fare sesso vi farà sentire ancora più stanchi…

Disfunzione erettile

La disfunzione erettile può essere causata da diversi motivi. Le cause fisiche o psicologiche possono essere molteplici. Tra i motivi c’è lo stress, l’alcool, il diabete e la depressione. Fortunatamente, oggi questo problema è facilmente risolvibile grazie al trattamento farmacologico: Viagra, Cialis e Levitra rappresentano le opzioni alla portata di tutti. Se il vostro problema è dovuto soltanto all’ansia ci sono ottime tecniche di rilassamento che potete sperimentare. Abbiamo dedicato anche un post alle varie tecniche. Quanto più siete rilassati tanto più è probabile che otteniate il risultato sperato.

Mancanza di tempo

Avete lavorato tutto il giorno, avete fatto la spesa, cucinato, pulito casa, avete ancora le camicie da stirare ed è già tardi: a quanto pare il sesso non è proprio una delle priorità della vostra giornata. I ricercatori del Kinsey Institute negli Stati Uniti hanno effettuato un’indagine su 853 donne tra i 20 e i 65 anni e hanno scoperto che le donne di oggi fanno meno sesso rispetto alle donne degli anni ’50. Una delle cause di questo risultato, secondo gli esperti, potrebbe essere la tecnologia. Provate a spegnere computer e tv prima, guadagnerete molto tempo da spendere in… sesso 😉

Calo del Desiderio

Può capitare perché non ci si sente a proprio agio con il proprio corpo o perché ci si sente un po’ giù a causa di problemi più o meno gravi come quelli economici, l’esperienza del calo del desiderio capita un po’ a tutti. Negli uomini, la causa più comune della mancanza di desiderio è la mancanza di testosterone, mentre nelle donne è il passaggio alla menopausa. In questi casi è meglio parlarne con un medico, il quale vi saprà consigliare il trattamento adatto a voi. Il calo della libido può anche essere causato da un periodo di forte stress o ansia, una volta liberi da questo brutto momento ritroverete senz’altro il modo di riaccendere la passione… attenzione però a non lasciar entrare i problemi quotidiani in camera da letto! Nel vostro nido d’amore lasciate spazio per voi, una tazza di tè e magari qualche cioccolattino.

Eiaculazione precoce

Può farvi sentire abbastanza a disagio il fatto di venire prima del vostro partner, o meglio, molto prima. Forse è perché siete all’inizio della vostra relazione e vi sentite particolarmente nervosi o forse perché è da tanto tempo che non avete un orgasmo. Qualunque sia la ragione non andate in panico: ci sono diversi metodi che potete utilizzare per impedire l’eiaculazione precoce. La scelta è ampia: dai preservativi ritardanti all’unico farmaco disponibile: il Priligy. Non preoccupatevi, qualcosa c’è lì fuori per aiutarvi per questo vi consigliamo di parlarne con il vostro medico.

Secchezza vaginale

La secchezza vaginale è una delle disfunzioni sessuali femminili più comuni. La radice del problema è di solito da ricercare negli ormoni, bassi livelli di estrogeni fanno diventare le vostre signore più secche e più fragili. Se la secchezza vaginale rappresenta un problema provate ad utilizzare un lubrificante a base acquosa e assicuratevi di lasciare spazio ai preliminari prima del rapporto sessuale completo. Se il problema persiste, il medico potrebbe prescrivere alla vostra donna una crema di estrogeni in grado di risolvere il problema.

Sesso noioso

Pensiamo che sia normale che nessuno ha rapporti sessuali da film ogni volta. Può capitare di sentirsi un po’ annoiati dalle stesse posizioni e dalle solite dinamiche. La soluzione più semplice al problema è quello di cercare il modo di uscire dalla routine e provare qualcosa di nuovo. Qualche parolina un po’ piccante, un massaggio, una nuova posizione o un’improvvisa voglia irrefrenabile quando meno se lo aspetta porterà sicuramente un’ondata di freschezza al rapporto.

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Prostatite, potreste scoprirla grazie ad episodi di eiaculazione precoce

Se avvertite dei bruciori durante l’eiaculazione e riscontrate delle difficoltà a mantenere l’erezione nel corso di un rapporto sessuale completo parlatene con il vostro urologo perché questi sintomi potrebbero nascondere una prostatite.

La prostata collega i nervi che vanno dal pene al cervello, quindi, in caso di prostatite, la comunicazione tra gli organi viene interrotta o alterata, causando episodi di eiaculazione precoce. L’infiammazione della prostata provoca inoltre una sensazione di bruciore nel canale uretrale durante la minzione e più raramente durante o al seguito di un’eiaculazione. Talvolta si possono ritrovare anche tracce di sangue nelle urine e/o nello sperma. La prostatite è un disturbo che riguarda gli uomini di tutte le età. Uno su due vive questo problema almeno una volta durante la vita, infatti, l’infiammazione della prostata, è la patologia uroandrologica più frequente negli uomini di età inferiore ai 50 anni ed è al terzo posto in quelli al di sopra dei 50. In Italia colpisce il 13.5% della popolazione maschile. Spesso però non viene identificata fino a quando non si verificano disfunzioni sessuali come l’eiaculazione precoce, un deficit erettivo o problemi di fertilità. Uno studio condotto dall’Università dell’Aquila ha dimostrato che il 56.5% degli uomini che soffrono di eiaculazione precoce presentano una prostatite. Una volta che si ha avuto una prostatite, la probabilità di una ricaduta è molto elevata, si stima tra il 20% e il 50%.

A cosa serve la prostata

La prostata è una piccola ghiandola a forma di castagna di un diametro di circa 2-3 cm, si trova sotto la vescica e davanti al retto. La prostata svolge principalmente tre funzioni: produce liquido spermatico insieme alla vescicole seminali, degrada ed elimina gli spermatozoi invecchiati, ovvero quelli che hanno più di 30 ore, e svolge un’attività di difesa dei testicoli e della via urinaria superiore. Durante l’attività sessuale la funzione secretoria della prostata aumenta, produce liquido spermatico e ne prepara la rapida espulsione con l’eiaculazione. Durante l’orgasmo, le pareti della prostata si contraggono spingendo lo sperma nell’uretra.

Che cos’è la prostatite

La parola ‘prostatite’ descrive uno stato di infiammazione della ghiandola prostatica. Una prostata infetta può provocare dolore durante la minzione e/o l’eiaculazione. Se non viene curata in tempo e in modo adeguato può comportare serie complicazioni.

 Esistono 4 tipi di prostatite:

a)    prostatite batterica acuta, PBA;

b)   prostatite batterica cronica, PBC;

c)    prostatite non batterica;

d)   prostatodinia;

 La prostatite batterica acuta (PBA) è la più pericolosa. Viene causata da batteri come l’Escherichia coli o Klebsiella. Quando non viene trattata subito e correttamente l’infezione può diffondersi alla circolazione sanguigna e sviluppare serie complicazioni.

 La prostatite batterica cronica (PBC) è un’infezione ricorrente della prostata e dell’apparato urinario. I sintomi sono meno gravi di quelli legati alla PBA.

 La prostatite non batterica è una semplice infiammazione della prostata senza infezioni batteriche.

 La prostatodinia, chiamata anche sindrome dolorosa pelvica cronica, è caratterizzata da sintomi simili a quelli di una prostatite ma non presenta infiammazioni né infezioni batteriche.

Queste diverse forme hanno cause comuni. Si può passare da un tipo di prostatite all’altro con estrema facilità soprattutto quando i sintomi vengono trascurati e non trattati in modo appropriato.

I sintomi della prostatite

 I sintomi della prostatite batterica acuta si presentano improvvisamente e sono:

  •  brividi
  •  febbre
  •  minzione frequente
  •  svuotamento non completo della vescica
  •  dolore articolare
  •  dolore lombare
  •  dolore muscolare
  •  dolore al pene, ai testicoli e nella zona perineale
  •  eiaculazione dolorosa
  •  minzione dolorosa
  •  urgenza minzionale
  •  prostata soffice e gonfia alla palpazione

I sintomi della prostatite batterica cronica e della prostatite non batterica sono di solito meno pesanti di quelli della prostatite batterica acuta ed includono:

  •  sangue nello sperma
  •  dolore nell’area dei genitali e nel perineo
  •  disuria
  •  febbre
  •  dolore lombare
  •  dolore nel basso addome
  •  eiaculazione dolorosa
  •  infezioni ricorrenti all’apparato urinario

I pazienti con prostatodinia presentano sintomi simili a quelli di una prostatite anche se non evidenziano infezioni o infiammazioni.

 Diagnosi

 Per diagnosticare una prostatite sono necessari degli esami approfonditi. Tra i più comuni vi segnaliamo:

l’esame digito rettale per constatare se la ghiandola è soffice o gonfia. Per svolgere questo tipo di esame, l’uroandrologo introduce un dito ricoperto di un guanto ben lubrificato nel retto del paziente per valutare la superficie, la forma, la consistenza e la dimensione della prostata.

La coltura del secreto prostatico si pratica con un massaggio prostatico che di solito segue l’esame digito rettale. Il secreto ottenuto viene raccolto e analizzato in laboratorio.

Lo spermiogramma, attraverso la valutazione della qualità degli spermatozoi si ottengono informazioni sulla funzionalità prostatica. In seguito, si analizza la concentrazione leucocitaria e la possibile presenza di batteri.

L’ecografia trans-rettale, è un metodo che può essere fastidioso. Con l’ausilio di una sonda ecografica introdotta per via rettale si ottiene un dettagliato studio anatomico-strutturale. Può causare delle perdite di sangue che il paziente nota nelle feci o nelle urine che si risolvono nel giro di pochi giorni.

Cause principali della prostatite

Innanzitutto i batteri. Uno stile di vita non regolare, un’alimentazione poco sana e anche un consumo eccessivo e costante di alcolici  possono indebolire le difese immunitarie e favorire il proliferare dei batteri che sono così liberi di causare infiammazioni.

Il fumo, perché altera i flussi vascolari e inibisce le difese dell’organismo. La nicotina crea difficoltà nell’afflusso di sangue agli organi genitali maschili.

L’astinenza sessuale, in quanto stare lunghi periodi senza eiaculare riduce la funzione secretoria della prostata aumentando il rischio di produrre residui tossici che potrebbero causare infiammazioni. Si consiglia di eiaculare ogni 4-5 giorni per prevenire problemi di questo tipo.

La sedentarietà nuoce soprattutto alla zona pelvica che ha bisogno, più di altre zone, di movimento perché è di per sé abbastanza statica e inoltre fa sempre bene la stimolazione del movimento dei fluidi corporei.

Lo stress, perché abbassa le difese immunitarie generali di tutto l’organismo.

Anche il coito interrotto come metodo anticoncezionale in quanto induce ad una forzatura con probabili conseguenti microlesioni delle strutture prostatiche che, a lungo andare, potrebbero causare infiammazioni.

Curare la prostatite

Le cure e i trattamenti dipendono essenzialmente dalla gravità dell’infiammazione e dal tipo di prostatite.

In genere si assumono antibiotici: i più utilizzati sono i chinoloni, i sulfamidi e i macrolidi. In rare e particolari situazioni potrebbe essere necessario ricorrere a terapie di tipo termico. L’ultima risorsa è rappresentata dalla chirurgia, in quanto spesso causa impotenza.

Per superare i sintomi più fastidiosi della prostatie si consiglia di evitare gli alcolici perché causano una congestione della prostata, non eccedere con l’alimentazione, bere poco la sera per evitare nottate insonni per continue minzioni e svolgere attività fisica perché la sedentarieta causa ritenzione urinaria.

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I problemi di ‘lui’ a letto. Come individuarli e risolverli

A volte delle anomalie possono nascondere  disturbi più o meno gravi che, se curati in tempo, si possono risolvere senza eccessive conseguenze. Ecco una lista di problemi che possono succedere a tutti per aiutarvi a capire se il vostro ‘amico’ ha bisogno di voi.

Problema: Durante un erezione il vostro pene diventa curvo.

Diagnosi: Malattia di La Peyronie. Di solito può colpire intorno ai 50-60 anni di età, ma può succedere a chiunque in qualsiasi momento e le origini non sono state ancora definite.  “Sappiamo che questa patologia è causata da cicatrici fibrose sotto la pelle del pene, ma non siamo a conoscenza del perché avviene questa curvatura” ha dichiarato l’urologo Suks Minhas. Una curvatura potrebbe essere indicativa di un problema cardiovascolare, quindi vi consigliamo una visita medica anche se non vi crea problemi da un punto di vista sessuale.

Trattamento: Sono disponibili una varietà di farmaci ma, purtroppo, nessuno efficace al 100%. Tuttavia, la chirurgia potrebbe essere considerata come ultima risorsa nel caso in cui questo problema dovesse rendervi impossibile il rapporto sessuale, aggiunge Minhas.

Problema: Non ne vuole sapere di ‘andare giù’.

Diagnosi: Priapismo. A volte, come in questo caso, l’erezione non ha nulla a che fare con il desiderio sessuale. Il priapismo può succedere, ad esempio, come effetto collaterale a seguito dell’assunzione di farmaci per la disfunzione erettile come il Viagra ed è anche abbastanza comune negli adulti affetti da anemia falciforme. Qualche volta può capitare a causa di un infortunio, a seguito dell’assunzione di droghe o anche per nessuna ragione evidente. Non perdere tempo a ridarci su e vai subito in ospedale. “Se non si ottiene un trattamento entro sei ore dall’inizio dell’erezione potrebbero avvenire cambiamenti irreversibili nel pene che riguardano le funzioni muscolari” spiega Minhas.

Trattamento: Forza e coraggio: l’aspirazione, il drenaggio del sangue dal pene con un piccolo ago, è il trattamento migliore. Sarà fatto, ovviamente, sotto anestesia, quindi l’idea vi sembrerà senz’altro più dolorosa dell’intervento in sé. Se l’aspirazione non riesce c’è un’ulteriore opzione: un piccolo dispositivo impiantato nel pene che serve a reindirizzare il flusso del sangue.

Problema: Il tuo prepuzio non si ritrae dalla testa del vostro pene.

Diagnosi: Fimosi. Questo disturbo può sia non causarvi alcun problema e sia, invece, interferire pesantemente con la vostra vita. “La prima cosa da valutare è se è un problema che riguarda l’igiene, la disfunzione sessuale o il dolore durante un rapporto” dice Minhas. Se avete meno di 18 anni, niente panico: spesso il prepuzio non rientra completamente fino alla tarda pubertà.

Trattamento: Il vostro medico può prescrivervi una crema da applicare due o tre volte al giorno per superare il problema. Se non dovesse funzionare e avvertite dolori intensi sarebbe allora il caso di considerare una circoncisione, afferma Minhas.

Problema: Erezioni notevolmente meno rigide.

Diagnosi: “Se il paziente ha circa 40 anni consigliamo di sottoporsi ad una serie di accertamenti perché la disfunzione erettile può essere un campanello d’allarme per le malattie cardiovascolari” spiega Minhas. Altre cause potrebbero essere uno squilibrio ormonale, ad esempio il livello di testosterone abbastanza basso. Una lesione alla testa, anche un colpo relativamente leggero, potrebbe essere una causa in quanto provoca danni alla ghiandola pituitaria con conseguenti problemi ormonali. Vi consigliamo di parlarne con il vostro medico che vi aiuterà a capire se il problema è fisico oppure ormonale. Negli uomini più giovani, spesso, il problema è psicologico.

Trattamento: Se questa disfunzione non vi causa molti disagi, provate semplicemente a migliorare la vostra alimentazione. Esistono nutrizionisti in grado di suggerirvi i cibi più adatti a migliorare le vostre erezioni. Se invece sentite che avete bisogno di un aiuto più efficace, rivolgetevi al vostro medico oppure a cliniche on line per un supporto farmacologico. Per quanto riguarda i problemi psicologici, se persistono, sarebbe il caso di affrontarli con uno specialista. “La maggior parte dei problemi sono avvolti nella tipica ‘ansia da prestazione'” afferma la psicoterapeuta esperta in relazioni e sessualità Paula Hall e aggiunge: “Un consulente vi aiuterà a sviluppare un approccio più positivo verso il sesso per eliminare quelle ansie.”

Problema: Dolore durante eiaculazione e/o minzione.

Diagnosi: Questi sintomi possono verificarsi in diverse situazioni. Spesso la causa può essere un’infiammazione del pene, dei testicoli o, più comunemente, della prostata. “Molto raramente il problema può essere causato dai calcoli alla prostata oppure da ostruzioni nei condotti dello sperma” dice Minhas.

Trattamento: “Il trattamento della prostatite è a base di antibiotici e farmaci che rilassano la prostata” spiega Minhas. Le ostruzioni nei condotti possono essere risolti con semplici procedure di aspirazione.

Problema: il vostro glande è infiammato.

Diagnosi: Potrebbe trattarsi della fimosi, come nel caso del prepuzio che non si ritrae, oppure, se non sei stato molto attento, potrebbe trattarsi di un’infezione sessualmente trasmessa. Se c’è anche un po’ di gonfiore potrebbe essere una balanite: un’irritazione che si verifica a causa di una reazione allergica ad un nuovo sapone o gel doccia oppure semplicemente a scarsa igiene intima.

Trattamento: creme o pomate in grado di curare la balanite, applicate un paio di volte al giorno, dovrebbero bastare. Se invece avete contratto un’infezione sessualmente trasmittibile allora dovrete ricorrere all’utilizzo di antibiotici.

Eiaculazione precoce? Ecco i rimedi

L’eiaculazione precoce è probabilmente il problema sessuale più comune negli uomini di tutte le età. Tutti si sono trovati di fronte, almeno una volta nella vita, ad un episodio di eiaculazione precoce. Sui manuali l’eiaculazione precoce è definita come “un’eiaculazione ricorrente che avviene anche con una minima stimolazione sessuale, durante o poco dopo la penetrazione”. Più semplicemente, si può parlare di eiaculazione precoce quando un uomo raggiunge l’orgasmo più velocemente di quanto lui e la propria partner avrebbero desiderato.

A quale età è più frequente?

Premesso che l’eiaculazione precoce è comune a tutte le età, un’indagine del National Health and Social Life Survey ha rivelato come quest’ultima interessi il 30% degli uomini tra i 18 e i 29 anni; il 32% tra i 30 e i 39 anni; il 28% tra i 40 e i 49 e il 31% tra i 50 e i 59 anni. Se qualcuno sperava che con l’avanzare degli anni  gli episodi di eiaculazione precoce scomparissero o diminuissero, evidentemente sbagliava.

Quali sono le cause dell’eiaculazione precoce?

Non esiste un’unica causa, si tratta semmai di una combinazione di più fattori. Alcuni ritengono che all’origine dell’eiaculazione precoce vi sia uno stato di ansia, altri un’eccitazione insufficiente, altri ancora una tensione muscolare. Potrebbero essere tutti motivi validi o correlati fra loro, ed affrontarli singolarmente potrebbe essere la chiave per la cura dell’eiaculazione precoce. Tuttavia non sempre è possibile individuare quale sia la causa. Concentriamoci quindi sui rimedi.

1. RIDURRE L’ANSIA

La cosiddetta ansia da prestazione è certamente uno dei motivi all’origine dell’eiaculazione precoce. È dunque consigliabile imparare a mantenere il controllo e calmarsi prima di un rapporto sessuale. I metodi per ridurre l’ansia possono variare da persona a persona: esercizi di meditazione, ipnosi o l’immaginazione possono essere d’aiuto. Comunicare la propria ansia – alla partner o ad un terapeuta – può rivelarsi altrettanto utile. Infine, soprattutto i giovani, dovrebbero cercare di approfondire l’argomento quanto più possibile, con libri di educazione sessuale o dvd sulle tecniche sessuali. Più competenti e sicuri vi sentirete in materia, minori saranno le proababilità dell’insorgere di stati d’ansia.

2. ESERCIZI PER I MUSCOLI PELVICI

Durante il rapporto sessuale, se si trattiene il respiro mentre si flettono gli addominali o i muscoli, o se si sostiene il proprio peso corporeo come in alcune posizioni sessuali (missionario) si crea tensione muscolare, che a sua volta può aumentare il potenziale manifestarsi dell’eiaculazione precoce. Dal momento che l’orgasmo provoca contrazioni muscolari e un successivo rilascio della tensione muscolare stessa, sarebbe saggio lavorare in questo senso su più livelli. Attività come lo yoga, lo stretching, ecc sono tutti modi per diminuire la tensione muscolare nelle regioni addominali e pelviche. Una tecnica in questo campo impiegata da anni con successo sono gli esercizi di Kegel, pensati proprio per l’allenamento dei muscoli pubococcigei.

3. IL METODO “START AND STOP”

Lo “start and stop” è un metodo collaudato per il controllo dell’eiaculazione precoce e per un rapporto sessuale che duri più a lungo. In sostanza si tratta di stimolare il pene fino a che non si è pronti ad avere un orgasmo e poi interrompere di colpo la stimolazione. Questa tecnica servirà a ciascun uomo a riconoscere quando sta per raggiungere l’orgasmo, e a mentenere dunque la mente e il corpo rilassati anche in situazioni di forte eccitazione. L’obiettivo di questa tecnica, così come quella degli esercizi di Kegel, è allungare il ciclo di risposta sessuale tra la fase di eccitazione e quella dell’orgasmo.

4. LA MASTURBAZIONE

La maggior parte degli uomini ha un procedura accelerata di orgasmo durante la masturbazione. È necessario cambiare queste abitudini e prendersi tutto  il tempo necessario, per percepire ogni sensazione che accompagna all’orgasmo. L’ideale sarebbero 15-20 minuti di masturbazione, prima di eiaculare.

5. POSIZIONI SESSUALI

Anche le posizioni sessuali possono avere un impatto sull’eiaculazione precoce. La posizione generalmente più associata all’eiaculazione precoce è il missionario, in cui l’uomo è sopra la donna. Questo perchè la tensione muscolare aumenta nel momento in cui l’uomo è costretto a sostenere il peso del proprio corpo sulle braccia. Per chi soffre di eiaculazione precoce, le posizioni sessuali migliori sono quelle che limitano la tensione muscolare, ad esempio con la partner sopra o di lato.

6. TRATTAMENTI

In commercio esistono delle creme desensibilizzanti per chi soffre di eiaculazione precoce ma, oltre ad essere una soluzione temporanea, pochi uomini gradiscono il principio di azione. Queste creme vanno a ridurre, infatti, le sensazioni che si provano durante un rapporto, andando dunque ad inficiare il piacere stesso. Per quanto riguarda i farmaci contro l’eiaculazione precoce, l’unico attualmente approvato per questa condizione è Priligy, ma ve ne sono altri in via di sperimentazione.