Impotenza: grazie allo sport il sesso è migliore, anche negli over 50

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Che lo sport faccia bene alla salute e sia una delle migliori soluzioni per la prevenzione e la cura di numerosi disturbi non è notizia nuova. Si sa che i benefici dati dall’attività motoria sono numerosi e possono fare la differenza sulla salute , a qualsiasi età.

I giovani che praticano regolarmente una qualsiasi attività sportiva hanno modo di rafforzare il sistema cardio-vascolare, l’apparato locomotore e il sistema immunitario, contribuendo al contempo a prevenire le più comuni patologie cardiache, ma anche diabete, ansia e stress. Negli adulti con più di 50 anni di età, invece, l’attività fisica potrebbe rientrare all’interno di una terapia giornaliera studiata appositamente per limitare l’impatto dei sintomi urinari (Lower Urinary Tract Symptoms) dati dall’ingrossamento della prostata e di prevenire l’insorgere della disfunzione erettile.

Numerosi studi internazionali confermano che gli over 50 per mantenersi in forma possono scegliere tra una vasta gamma di alternative: praticare uno sport in maniera costante, usare le scale invece dell’ascensore, uscire a fare shopping, ma anche dedicarsi ad attività casalinghe come portare fuori la spazzatura, spolverare, pulire i pavimenti, e via dicendo. Queste attività rappresenterebbero un valido aiuto per mantenersi attivi sotto il proflo sessuale, nonché a ridurre i sintomi urinari tra coloro che ne soffrono a causa dell’ingrossamento della prostata, un disturbo che colpisce in larga misura gli adulti di età superiore ai 50 anni.

L’iperplasia prostatica benigna è un disturbo che copisce circa 7 milioni di italiani ogni anno. Il legame che sussiste tra disfunzione erettile e sintomi urinari, così come quello tra sesso e benessere maschile e tra attività sportiva e funzionamento del sistema cardio vascolare è ormai chiaro; non è un caso che sia la disfunzione erettile, sia le malattie cardiache dipendano entrambe da un afflusso ridotto di sangue verso il pene e il cuore.

L’esercizio fisico, oltre ad aiutare a contrastare le malattie, sarebbe inoltre in grado di liberare le endorfine che influenzano il mantenimento di una vita sessuale soddisfacente. Tra le attività fisiche più indicate per coloro che soffrono di disfunzioni erettili o soffre di patologie prostatiche troviamo jogging, trekking e nuoto.

Gli appassionati di ciclismo, mountain bike ed equitazione farebbero meglio a prestare attenzione al proprio sport del cuore: è stato provato che i continui sobbalzi sulla sella o sul sellino possono sortire effetti negativi sul benessere dell’apparato sessuale e riproduttivo maschile.

L’anno nuovo è appena iniziato, perché non mettere subito in atto i buoni propositi per l’anno 2014 e trovare una o più attività sportive da seguire costantemente per restare in forma e migliorare la propra salute, a qualsiasi età?

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Gli uomini che soffrono di impotenza? Sono pigri, sovrappeso e fumatori

impotenzaSono pigri, sovrappeso e fumatori: secondo un recente studio è proprio questo il profilo poco incoraggiante degli uomini che soffrono di disfunzione erettile. Un disturbo molto più comune di quanto si potrebbe pensare, che coinvolge più di 150 milioni di uomini nel mondo e in un caso su 20 colpisce uomini giovani, con un’età compresa tra i 18 e i 39 anni.

Se è vero quindi che con l’avanzare dell’età episodi di disfunzione erettile sono molto più frequenti, è anche vero che questa patologia non si può assolutamente classificare come disturbo solo della terza età. Molto spesso, soprattutto quando il disturbo colpisce i giovani, è lo stile di vita a influire maggiormente. L’identikit emerso dalla ricerca condotta da un’equipe internazionale diretta da Emmanuele Jannini, andrologo dell’Università dell’Aquila, conferma proprio questa correlazione tra impotenza e stili di vita sbagliati: in generale gli uomini affetti da questo disturbo fanno poca attività fisica (6.1 volte al mese contro le 7 dei “sani”), hanno tassi maggiori di sovrappeso e obesità (72.5% contro il 56.4%), fumano e, in un caso su tre, vivono sotto la soglia di povertà.

Lo studio internazionale ha preso in esame oltre 28.000 uomini italiani, spagnoli, francesi, inglesi e tedeschi e gli ha somministrato test psicometrici riguardo alla propria qualità della vita, alla produttività sul lavoro e alla vita sessuale. I risultati fanno pensare: ben il 17% dei partecipanti ha rivelato di soffrire di impotenza, ovvero, se si considera che quelle analizzate sono le nazioni più popolose d’Europa, questo dato corrisponderebbe a circa 21 milioni di uomini su 125.

Ma i dati più preoccupanti devono ancora arrivare: sempre secondo i ricercatori, infatti, solo il 48% degli uomini affetti da disfunzione erettile consulta il medico, mentre la maggioranza spera semplicemente che il disturbo si risolva da sé, o preferisce addirittura convivere con il proprio problema piuttosto che affrontare la vergogna, seppur comprensibile, e rivolgersi a uno specialista. Inoltre, ben il 68% degli uomini europei affetti da disfunzione erettile non usa i farmaci anti impotenza anche quando gli vengono prescritti da un medico, perché li vede come una palese ammissione del proprio problema.

L’imbarazzo è quindi persino più forte del desiderio di risolvere il problema: gli uomini che soffrono di impotenza aspettano in media due o tre anni prima di rivolgersi al medico, convivendo non solo con il disturbo fisico ma anche con le sue conseguenze psicologiche ed emotive per un periodo di tempo davvero troppo lungo.

La vergogna è il peggior nemico di questi uomini e, se da una parte è comprensibile, dall’altra non fa che peggiorare il problema. Oggi, grazie alla grande disponibilità di informazioni anche online, dovrebbero forse essere gli uomini più giovani ad aprire la strada per tutti gli altri e iniziare ad abbattere questo tabù, superando il disagio e affrontando l’impotenza per quello che è: una reale patologia come tante, addirittura più diffusa di quanto si possa pensare, per cui non c’è assolutamente nulla di cui vergognarsi. La consulenza di un medico è il primo passo per abbattere questo muro di vergogna e riappropriarsi di una vita sessuale serena e appagante.

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Stendra presto anche in Italia

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Un nuovo passo avanti nel trattamento della disfunzione erettile: dopo l’approvazione negli Stati Uniti nel 2012 e quella da parte dell’Agenzia Europea del Farmaco appena due mesi fa, arriverà a breve anche nelle farmacie italiane Stendra. Il farmaco, prodotto dalla casa farmaceutica Vivus, in Europa si chiamerà Spedra: Vivus ha, infatti, recentemente stipulato un accordo con Menarini per la commercializzazione in Australia, Nuova Zelanda ed Europa, Italia compresa, dove il lancio dovrebbe avvenire all’inizio del prossimo anno.

Insomma, un aiuto in più per i milioni di uomini che cercano di convivere con la disfunzione erettile: Spedra andrà, infatti, ad aggiungersi ai più famosi Viagra, Cialis e Levitra. Facendo parte della stessa categoria di farmaci, cioè degli inibitori dell’enzima fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5), Spedra avrà in comune con le “pillole sorelle” alcune caratteristiche: innanzitutto, come per il Viagra e il Cialis, non si potrà assumere Spedra se si usano farmaci contenenti nitrati, il farmaco non andrà preso in combinazione ad altri trattamenti per l’impotenza e l’alcool e i cibi eccessivamente grassi ne riducono i benefici.

Il nuovo farmaco sarà disponibile in compresse orali contenenti tre dosaggi diversi del principio attivo Avanafil: 50, 100 e 200 mg. A differenza degli altri medicinali per il trattamento della disfunzione erettile, Spedra agirà in soli 15-20 minuti, con un effetto della durata di circa un’ora (emivita plasmatica di circa 60-90 minuti). Ed è proprio questa rapidità di azione a rappresentare il suo tratto distintivo: veloci a iniziare ma anche a finire, come richiesto dai ritmi frenetici degli incontri amorosi ai giorni nostri. Per quanto riguarda gli effetti collaterali, Spedra avanafil e gli altri trattamenti anti impotenza non differiscono di molto. Gli effetti collaterali che si sono manifestati maggiormente nei trial clinici sono mal di testa e congestione nasale, riscontrabili anche per gli altri medicinali simili.

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L’esercizio fisico combatte l’impotenza

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Che lo sport faccia bene alla salute si sa, ma che a beneficiarne sia anche la salute sessuale è una scoperta recente. Uno studio della East Carolina University sugli effetti del cibo spazzatura sulla capacità erettile e la pratica dell’esercizio aerobico come possibile rimedio ha rivelato che, nelle forme di impotenza indotta dalla dieta, praticare esercizio fisico aiuta a invertire i sintomi del disturbo.

Le cause della disfunzione erettile possono essere fisiche, legate a una scarsa irrorazione sanguigna del pene, o psicologiche, che riguardano ben il 50% dei casi e dipendono soprattutto da stress, ansia da prestazione e depressione. Anche una dieta scorretta però può causare o aggravare i problemi di disfunzione erettile, e proprio in questo caso sembrerebbe che una sana attività sportiva possa aiutare.

Alcuni anni fa era stato lo studio del Center for Sexual Function della Cleveland Clinic Foundation a dimostrare la correlazione tra sport e miglioramento delle prestazioni sessuali per chi soffre di impotenza, esattamente per la stessa ragione per cui lo sport previene gli attacchi di cuore: impotenza e patologie cardiache dipendono infatti da un ridotto afflusso di sangue all’organo e l’esercizio aiuta a contrastare la comparsa di malattie dei vasi che impediscono al flusso sanguigno di irrorare a sufficienza il pene.

Pochi giorni fa è stato invece il ricercatore Christopher Wingard dell’Università dell’East Carolina a condurre una sperimentazione di 12 settimane su un gruppo di topi, sottoponendoli a una dieta ricca di grassi e zucchero, ma facendone esercitare regolarmente solo la metà.  Al termine della ricerca, i test sulla funzione erettile e sullo stato delle arterie coronarie degli animali hanno rivelato che solo i topi che si erano “allenati” quotidianamente erano riusciti a scongiurare il pericolo di diventare impotenti, mentre quelli con uno “stile di vita” sedentario avevano sviluppato una disfunzione erettile e presentavano arterie coronarie con una scarsa elasticità.

Secondo lo studio, quindi, l’esercizio fisico, in particolare quello aerobico, fungerebbe da agente protettivo nei confronti della salute delle arterie coronarie e della disfunzione erettile indotta dalla dieta. Bruciare circa quattromila calorie a settimana, correndo, nuotando o ballando per un’ora al giorno, può ridurre di circa l’80% il rischio di disfunzione erettile, se causata da scorrette abitudini alimentari o da uno stile di vita sedentario.

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Disturbi più comuni che condizionano il sesso

disturbi sessuali comuni

Le disfunzioni sessuali e i problemi che possono avere degli effetti sulla sessualità maschile sono molto più diffusi di quanto si possa pensare. Infatti, sono milioni gli uomini in tutto il mondo che si trovano a dover far fronte a disturbi che pregiudicano la loro vita sessuale e spesso, di conseguenza, anche i loro rapporti di coppia.

Il fatto è che la maggior parte degli uomini non è a conoscenza del fatto che siano in tanti a condividere questi problemi sotto le lenzuola e ha la percezione di far parte di una piccola minoranza anomala. L’imbarazzo e la frustazione che derivano da questo sentirsi “sbagliati” o “in minoranza” portano ad una riluttanza da parte di chi soffre di disfunzioni sessuali ad intraprendere un trattamento. Infatti, dalle statistiche – che sono solo parziali – risulta che un buon 70% di coloro che hanno problemi non si rivolge a nessun medico o specialista. In molti casi non si cerca nessuna soluzione e si prova ad ignorare il problema, in altri invece si opta per rimedi fai da te (i quali, oltre che inefficaci, possono essere più o meno pericolosi).

La tendenza generale è comunque quella di chiudersi in se stessi e aggirare il problema anche con il partner. Questo ovviamente va a creare tensioni nella coppia e può essere alla base di un allontanameno o addirittura di una rottura.

Ecco i 5 problemi che condizionano il sesso e di cui gli uomini non vogliono parlare…

  1. Disfunzione erettile o impotenza: un disturbo molto diffuso che colpisce più di 3 milioni di italiani. Si tratta di quella condizione per cui l’uomo non riesce ad avere o a mantenere un’erezione sufficiente per poter avere un rapporto sessuale. E’ molto frequente in età più adulta, ma circa il 40% degli uomini che ne soffrono risulta essere nella fascia tra i 25 e i 45 anni di età. Le cause possono essere sia organiche che psicologiche, e in alcuni casi sono legate allo stile di vita e a problemi comportamentali. Tra i trattamenti più efficaci e utilizzati ci sono farmaci come Viagra, Cialis e Levitra.
  2. Eiaculazione precoce: è la disfunzione sessuale più comune e ne soffre circa il 33% della popolazione maschile. Consiste nell’incapacità o difficoltà di controllo da parte dell’uomo del riflesso eiaculatorio. Generalmente si ha questo problema quando l’eiaculazione avviene prima o entro i 2 minuti dalla penetrazione, o comunque in tempistiche troppo brevi da poter avere un rapporto sessuale soddisfacente. Le cause nella maggior parte dei casi sono psicologiche, ma in alcuni casi possono essere organiche. Per il trattamento di questa condizione esistono alcune creme o spray per uso topico e un solo farmaco per via orale, il Priligy, a base di dapoxetina.
  3. Induratio penis plastica: detta anche Morbo di La Peyronie. Questo problema ha un’incidenza abbastanza rara e di solito colpisce gli uomini al di sopra dei 40 anni, ma in alcuni casi si presenta anche prima. Si tratta di una condizione caratterizzata da una curvatura del pene dovuta ad una lesione fibrosa, la cosiddetta placca o nodulo, che può causare dolore al momento dell’erezione e rendere l’atto sessuale difficile o addirittura impossibile. La curvatura può essere sia verso l’alto che verso il basso o di lato. Le cause non sono ben note ancora, ma si ritiene che traumi, microtraumi e predisposizione genetica possano essere alla base di questa patologia. Esistono varie opzioni di trattamento a seconda della gravità del caso. Quando la curvature causa dolore e rende difficoltosi i rapporti solitamente si opta per l’intervento chirurgico. Oltre alla chirurgia si stanno esplorando terapie farmacologiche che includono farmaci per uso orale come anche iniezioni di collagenasi.
  4. Testosterone basso: il testosterone è il più importante degli ormoni maschili e aiuta a mantenere la libido, favorisce la produzione di sperma e lo sviluppo di muscoli e massa corporea. Con bassi livelli di testosterone si ha un calo della libido e sbalzi di umore repentini. Per riconoscere il problema bastano dei semplici esami del sangue. Una volta appurato che il livelli di testosterone sono bassi si discutono le possibilità di trattamento con il proprio medico. Una delle possibili opzioni è la terapia ormonale sostitutiva.
  5. Incontinenza urinaria da stress o da sforzo: un problema comune che porta a perdite involontarie di urina in seguito all’aumento della pressione intra-addominale. Questo problema se si presenta al momento del rapporto può portare imbarazzo e avere un forte impatto sulla vita sessuale. Le cause potrebbero essere Danni al pavimento pelvico o lesioni alle terminazioni nervose che controllano gli sfinteri dell’uretra. Questa condizione spesso è dovuta e presente in concomitanza con altre patologie e quindi può non essere riconosciuta con facilità. Comunque questo è un problem ache può essere trattato sia con i farmaci che con terapie comportamentali.

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Il Viagra per gioco

sorpresa viagra

Sempre più giovani acquistano il Viagra e i suoi fratelli (Cialis e Levitra) non per un reale bisogno, ma per scopo puramente ricreativo. I ragazzi si rivolgono alla ‘pillola magica’ per aumetare le loro prestazioni sessuali e sentirsi dei super uomini.

Uno studio americano di qualche anno fa mostrava proprio come sempre più uomini di età compresa fra i 18 e i 45 anni vedono il Viagra come strumento essenziale da utilizzare per avere una prestazione sessuale da stalloni. E questa tendenza non sembra fermarsi, anzi…I maschietti sono sempre più portati a pensare che solo con ‘l’aiutino’ possono essere veramente prestanti. Forse sarà anche l’influenza del porno che dilaga che non fa più accontentare nessuno della naturalezza dei rapporti. Secondo alcuni andrologi questo fenomeno riguarda una fetta significativa della popolazione maschile tra i 20 e i 30 anni anche in Italia. Insomma a quanto sembra il Viagra, utilizzato realmente come farmaco per la disfunzione erettile, sarebbe ormai una roba “passata” o da “vecchietti”.

Superman_shieldI giovani alternativi usano sì il Viagra, il Cialis o il Levitra, ma lo fanno per puro divertimento (e godimento)… con la convinzione che questi farmaci abbiano il potere di regalare prestazioni da favola – o forse è meglio dire da film porno – che spesso non hanno nulla a che fare con la reale vita sessuale. Diciamo che la sensazione di un pene così duro e turgido e l’idea di rapporti sessuali interminabili è alla base dell’uso ricreativo che molti giovani fanno del Viagra e i suoi fratelli. Molti vogliono sentirsi “Superman” 😀

Quello però che forse questi giovani non mettono in conto quando assumono il Viagra solo per scopi ricreativi sono i rischi. Già perchè quando i farmaci normalmente utilizzati per la disfunzione erettile vengono assunti da soggetti sani – quindi non affetti da alcuna patologia – ci sono delle probabilità che i problemi di erezione poi insorgano veramente. Degli studi dimostrano che utilizzare questo tipo di farmaci a scopo ricreativo può aumentare il rischio di sviluppare una disfunzione erettile psicogena (a livello psicologico).

Gli uomini che assumono Viagra senza averne un reale bisogno rischiano di sviluppare una dipendenza psicologica agli effetti di questo farmaco. Diventano insoddisfatti della normale erezione organica, preferendo quella generata chimicamente dal farmaco. Il risultato sarà che questi uomini diventeranno sempre meno sicuri di sé e della loro capacità di raggiungere l’erezione naturalmente. Questa insicurezza si traduce poi in problemi di erezione che si manifestano realmente e in un declino della propria vita sessuale….Meno fiducia in sé stessi e nel raggiungere l’erezione sarà uguale a una minore risposta erettile agli stimoli erotici.

Degli studi hanno fatto emergere proprio come coloro che utilizzano Viagra a scopo ricreativo manifestano una fiducia nel raggiungere e mantenere una erezione ed una soddisfazione sessuale generale più bassa rispetto a chi non lo utilizza. Questo perché assumendo il Viagra solo a scopo ricreativo, gli uomini possono sviluppare nella propria mente delle aspettative non realistiche riguardo le loro prestazioni sessuali, portandoli a diventare eccessivamente esigenti sulle proprie performance sessuali. Di conseguenza con degli standard di riferimento troppo alti e non realistici ovviamente la delusione e l’insoddisfazione sono dietro l’angolo.

Inoltre non va dimenticato che un uso sconsiderato di farmaci come il Viagra – che è un vasodilatatore – puó diventare pericoloso e causare anche gravi problemi di salute. Infatti per chi soffre di problemi cardiaci, ipertensione o aterosclerosi, il Viagra puó essere piuttosto pericoloso. Soprattutto per le persone che non sanno di essere affetti da questo tipo di problemi e magari lo scoprono proprio per via degli effetti collaterali provocati dal farmaco.

Ci sono delle cose che bisogna sapere sui farmaci per la disfunzione erettile e  che non vanno mai dimenticate:

  • Viagra, Cialis e Levitra sono farmaci con obbligo di ricetta medica
  • La prescrizione e l’utilizzo di questi farmaci a scopo ricreativo sono vietati
  • Questi farmaci  sono stati approvati solo per l’utilizzo da parte di uomini di età superiore a 18 anni
  • Possono essere utilizzati solo da coloro ai quali è stata diagnosticata una disfunzione erettile
  • Bisogna consultare sempre il medico prima dell’utilizzo

Uomini e ragazzi di tutte le età ricordate che  questi farmaci non possono essere sostituiti ad un buon rapporto di coppia e non sono essenziali per migliorare le prestazioni sessuali se non si hanno reali problemi.

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Generazione V

“La notizia più importante del 1998 negli Stati Uniti fu la relazione tra il Presidente Clinton e Monica Lewinsky. La seconda fu il Viagra” questa frase viene da un libro di Meika Loe intitolato ‘The rise of Viagra: how the little blue pill changed sex in America’.

Era il 1998 quando il Viagra aprì la strada al mondo dei farmaci contro la disfunzione erettile. Per la gioia degli uomini dai 50 anni in su, la pillola blu sembrava aver riempito un grosso vuoto nella vita sessuale delle persone. Etero o gay, ricchi o poveri, bianchi o neri, non fa differenza: il Viagra lo prendono un po’ tutti. Negli ultimi dieci anni, la pillola blu della Pfizer è diventata il secondo prodotto più conosciuto in America dopo la Coca-Cola.

Ma i tempi, dal 1998 ad oggi, sono un po’ cambiati. Il Viagra non è più considerato il supporto degli over 50. Medici e statistiche parlano chiaro: sono sempre di più i giovani di venti e trent’anni con problemi di erezione che ricorrono all’aiuto dei farmaci anti impotenza. Diana Appleyard, giornalista del Sun, noto quotidiano inglese, ha descritto in un interessante articolo questa generazione cresciuta con il mito del sesso incrementato anche da fenomeni mediatici come la serie televisiva ‘Sex and The City’ o l’ultimo successo editoriale, la trilogia erotica delle Cinquanta Sfumature della scrittrice E. L. James. Appleyard definisce questi giovani come appartenenti alla Generazione V.

Dopo la Generazione X e la Generazione 0, è arrivato il momento della Generazione V, come Viagra. Gli appartenenti a questo gruppo sono ragazzi che non vedono il farmaco contro la disfunzione erettile come un tabù, ma come una parte integrante di un nuovo stile di vita. Nel suo articolo, Appleyard intervista diversi ragazzi.

C’è Dexter da Londra, 30 anni, che dichiara: “Non esco più di casa senza il mio telefono, i soldi e una pillola di Viagra” e aggiunge: “Gli uomini guardano i film porno e si aspettano che le donne siano come le attrici che vedono sullo schermo. Ma anche per le donne è così. Si aspettano delle performance durature come quelle degli attori pornografici. E vogliono orgasmi su orgasmi”.

Chris di Manchester, un modello di 31 anni, afferma di prendere il Viagra non solo per se stesso ma anche per soddisfare meglio la propria compagna. “Non ho nessun effetto collaterale, quindi non mi preoccupa prenderlo ogni tanto. La mia generazione non ha problemi nel prendere pillole, e il Viagra è soltanto un’altra pillola. Una volta che l’ho presa, mi sento tranquillo.” Chris spiega: “In generale ci prendiamo maggiormente cura della nostra persona e della nostra apparenza, quindi perché non dovremmo migliorarci anche da un punto di vista sessuale?”.

Infine possiamo citare dall’articolo del Sun la storia di un altro ragazzo di nome Chris, proveniente da Londra, anche lui di 31 anni. Il londinese dichiara alla Appleyard che usa il Viagra soltanto con partner occasionali per evitare defaillance e conclude dichiarando che non apprezza il clamore che suscita il Viagra e l’associazione che generalmente si fa tra la pillola blu e i rischi per la salute, a tal proposito afferma: “Sono sicuro che danneggio maggiormente il mio corpo con l’assunzione di bevande alcoliche che con una pillola di Viagra”.

Ma per quale motivo i giovani di vent’anni soffrono di impotenza giovanile?

Diversi studi hanno dimostrato che una della cause maggiori dell’impotenza a questa età è l’uso eccessivo della pornografia online. Mentre per gli adulti il sesso virtuale può essere stimolante e innocuo, per i giovani può avere degli effetti anche molto gravi.

Un gruppo di ricercatori guidato da Carlo Foresta, direttore del Servizio per la Patologia della riproduzione umana dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, a seguito di una ricerca, ha scoperto che un giovane su dieci che frequenta in modo assiduo siti pornografici sviluppa una vera e propria dipendenza ossessiva. Nel 25% dei soggetti, questo abuso di materiale pornografico si traduce in disturbi gravi come le turbe dell’orgasmo, la disfunzione erettile e l’anoressia sessuale.

Per la generazione precedente, accedere a materiale pornografico, era un’impresa ardua. I giornaletti andavano nascosti sotto al materasso e le videocassette si rubavano a qualche genitore distratto o compiacente. Oggi, la cosiddetta Generazione V può avere accesso ad un mondo di pornografia hardcore a portata di click. Se si pensa che anche attraverso gli smartphone un adolescente, durante le ore di lezione a scuola, può raggiungere siti come Youporn allora è facile capire l’entità del problema.

Una intera generazione di uomini sta crescendo pensando di dover essere all’altezza di Rocco Siffredi e che le donne siano tutte perfette come una ginnasta russa. I ragazzi perdono così ogni interesse per la ragazza della porta accanto. La sessuologa Laura Jane MacBeth afferma: “Non vogliamo dire che la pornografia sia una brutta cosa o che le donne non possano goderne tanto quanto gli uomini. Dobbiamo solo essere consapevoli del fatto che vi è una discrepanza tra la pornografia e la realtà”.

Tutta questa pornografia soddisfa la ricerca naturale verso la sessualità e limita il desiderio di fare piccole esperienze nell’età adolescenziale. Coloro che frequentano assiduamente siti pornografici dimostrano un calo di interesse verso il sesso non virtuale e una, sempre più crescente, insoddisfazione per la vita sessuale reale. Il problema sta nel fatto che il sesso viene sempre più visto come una performance piuttosto che come un momento di intimità e un’esperienza emotiva. Questo disagio in termini sessuali si traduce in una forte ansia da prestazione che causa, inevitabilmente, la disfunzione erettile. Per questo motivo, sempre più ventenni, ricorrono all’assunzione di farmaci come il Viagra, il Cialis o il Levitra.

In Inghilterra il Servizio Sanitario Nazionale spende circa 58 milioni di sterline all’anno per distribuire i farmaci contro la disfunzione erettile rilasciando oltre 17 milioni di prescrizioni mediche. I trentenni di oggi fanno un largo uso di questi farmaci non tanto per cause fisiche quanto piuttosto per cause psicologiche. Secondo gli esperti le cause, oltre all’eccesso di pornografia, sono molteplici. Da una parte viviamo in una società sempre più competitiva in cui la crisi economica ha fortemente contribuito ad incrementare lo stress e l’ansia. Dall’altro lato la società odierna è fortemente sessualizzata: il mondo della pubblicità, insieme ad internet e la sua pornografia, ha creato un’immagine irrealistica del sesso e della sessualità in generale.

Infine un’altra causa che ha contribuito a creare la Generazione V riguarda l’orologio biologico delle donne. I nostri trentenni si ritrovano con una pressione esercitata dalle loro compagne di concepire e di farlo in fretta. Le donne di oggi, a differenza delle vecchie generazioni, sono impegnate a costruirsi una carriera durante i loro anni più fertili. Così arrivano intorno ai 35 anni con il timore di non avere più tempo per avere figli e ripongono nei compagni un’eccessiva e talvolta disperata aspettativa. Come in un circolo vizioso, gli uomini si sentono così sotto pressione e vedono il rapporto sessuale come un’azione meccanica stabilita più dall’ovulazione che dalla passione. Questa esigenza delle donne si trasforma, facilmente, in problemi di impotenza.

Per quanto riguarda i dati, una ricerca europea partita dall’Università dell’Aquila e coordinata da Emanuele Jannini, sessuologo e andrologo, ha dimostrato che la disfunzione erettile è in costante aumento tra i giovani europei sotto i 40 anni. Circa 30 mila uomini sono stati analizzati attraverso dei questionari che prevedevano domande psicometriche sulla qualità della vita, il lavoro e la propria vita sessuale. Da quest’indagine è emerso che un giovane su venti soffre di impotenza. In Italia, sono circa il 6% gli uomini che dichiarano di aver avuto problemi di disfunzione erettile, mentre i coetanei degli altri paesi sono il 4-5%.

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