La Spermatorrea

Vi è mai capitato di avere perdite di liquido seminale durante il sonno o in momenti in cui a tutto state pensando al di fuori del sesso? C’è una patologia di cui si parla poco conosciuta alla medicina generale da un secolo e mezzo: la spermatorrea.

Ogni periodo storico ha le sue malattie e i suoi disturbi che, attraverso i sintomi, riflettono una particolare circostanza e ansietà del tempo.

La spermatorrea si diffonde verso la metà dell’Ottocento, nello stesso periodo storico dell’isterismo femminile. È un’epidemia che non è mai stata debellata, e, a differenza dell’isteria che è stata al centro di numerose analisi da parte dei medici e delle studiose femministe, la spermatorrea occupa una posizione molto oscura sia all’interno della letteratura scientifica che nella sfera della mascolinità.

Il termine di origine greca ‘spermatorrea’ deriva dall’unione di due parole: seme e scorrere. La prima volta in cui se ne è parlato in un volume medico era il 1836 e un medico francese, Claude Francois Lallemand di Des Pertes, si riferiva ad un ‘involontaires seminales’ per indicare una “scarica eccessiva e involontaria di sperma”. Considerata una forma di disfunzione sessuale o di malattia venerea, la spermatorrea è stata associata ad una perdita melmosa e incontinente di liquido seminale. Inoltre, siccome lo sperma era visto come una sorta di rappresentazione del ‘calore vitale’ dell’uomo, la malattia è stata spesso associata a tutta una serie di effetti debilitanti del corpo.

Nel 1857, il dottor John Skelton scriveva nel ‘Trattato sulla malattia venerea e spermatorrea’ che chi soffre di perdita involontaria di seme tende ad essere un soggetto facilmente irritabile e scontroso, presenta problemi di perdita della memoria, può soffrire di depressione e mancanza di coraggio. Soffrono di ipocondria e non riescono a svolgere lavori o portare avanti riflessioni serie. Risultano, infine, secondo il trattato di Skelton, sgradevoli a se stessi e al mondo intero.

Troviamo ancora traccia della spermatorrea in un volume del 1868, ‘La scienza della vita, o autopreservazione’, in cui il dottor Albert Hayes ha affrontato diverse condizioni della salute sessuale maschile come la debolezza fisica e nervosa, l’impotenza, la sterilità e la spermatorrea. Quest’ultima era considerata una tra “le malattie più terribili, strazianti e mortali per cui il corpo umano è soggetto”.

In tutto il diciannovesimo secolo gli esperti consideravano la masturbazione la causa principale della spermatorrea, come riporta il dottor Robert Bartholow nel 1879 nel suo libro ‘Spermatorrea: cause, sintomi, trattamenti e risultati’. Oltre all’autoerotismo, si credeva che uno stile di vita eccessivamente comodo e casalingo potesse essere parimenti responsabile della malattia. Tutto ciò che non era sinonimo di virilità come i letti di piume, i pantaloni morbidi, una lettura eccessiva di tipo sentimentale e la sedentarietà sono state tutte citate come possibili cause della spermatorrea.

Per questo motivo, gli uomini che soffrivano di questo disturbo, in tutto il diciannovesimo secolo hanno vissuto con estremo disagio questa condizione che li poneva non all’altezza delle aspettative del maschio dominante tipico della società dell’epoca.

Oggi, per fortuna, le idee sono cambiate. Le cause della spermatorrea sono considerate neurologiche nei soggetti affetti da depressione, ma non si esclude che possano verificarsi episodi di perdita di liquido seminale a causa di sogni erotici o un’eccessiva stimolazione sessuale.

È importante essere sempre consapevoli del proprio corpo, diversi studi hanno dimostrato che una manifestazione di spermatorrea nell’individuo può essere correlata al tumore della prostata. Quindi, ragazzi, se vi capita di sperimentare una perdita involontaria di liquido seminale durante il sonno o durante la giornata, parlatene con il vostro andrologo per escludere possibili conseguenze rischiose per la vostra salute.

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